Il Gas Radon

cos'è, perchè è pericoloso per la salute umana

Il gas Radon non si vede. Non si sente. Non ha odore. Ma è la seconda causa di tumore al polmone dopo il fumo di sigaretta. Scopri se la tua casa o il tuo luogo di lavoro è sicuro.

Cos'è il Gas Radon?

Il Radon è un gas radioattivo di origine naturale. Non è il prodotto di scarichi industriali o inquinamento umano: si trova da sempre nella crosta terrestre.

Deriva dal decadimento naturale dell’uranio presente nelle rocce e nel terreno. Essendo un gas, tende a risalire in superficie e a disperdersi nell’atmosfera. All’aperto si diluisce e non costituisce un pericolo; il problema sorge quando si infiltra negli edifici e rimane intrappolato all’interno degli ambienti chiusi.

Perché il Radon è pericoloso?

Il Radon è classificato dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) nel Gruppo 1 degli agenti cancerogeni, lo stesso livello del fumo di sigaretta e dell’amianto.

I veri responsabili: i “figli” del Radon

C’è un dettaglio fondamentale che pochi conoscono: il gas Radon in sé è un gas nobile, chimicamente inerte, e quando lo respiriamo gran parte di esso viene semplicemente espirato. Il vero pericolo è legato ai suoi prodotti di decadimento, chiamati in gergo scientifico “figli del Radon” (come il Polonio-218 e il Polonio-214).

Queste sostanze non sono più gas, ma particelle solide microscopiche e radioattive che fluttuano nell’aria. Quando respiriamo in un ambiente contaminato, i figli del Radon si depositano stabilmente sulle pareti delle nostre vie respiratorie e sui tessuti polmonari. Lì continuano a decadere, emettendo radiazioni alfa che colpiscono le cellule vicine fino a danneggiarne il DNA e dare inizio al processo tumorale.

I dati ufficiali tracciano un quadro chiaro della sua pericolosità:

  • 3.200 decessi all’anno in Italia: Si stima che circa il 10% di tutti i casi di tumore al polmone nel nostro Paese sia causato direttamente dall’esposizione a questo gas e ai suoi prodotti di decadimento.
  • Il fattore fumo (Rischio moltiplicato per 25): Per chi fuma, il Radon è una vera e propria bomba a orologeria. La combinazione tra fumo di sigaretta e gas Radon aumenta il rischio di sviluppare un tumore polmonare di ben 25 volte rispetto a un non fumatore.
  • L’effetto accumulo: Il rischio per la salute non è determinato semplicemente dalla presenza di Radon, ma dalla dose complessiva che i nostri polmoni assorbono nel tempo. Questo pericolo si calcola incrociando due fattori variabili: la concentrazione di Radon presente nell’aria e il tempo di esposizione all’interno di quel locale.

Vivere o lavorare per vent’anni in un ambiente con livelli moderati di Radon può essere altrettanto pericoloso (se non di più) che trascorrere pochi mesi in un locale ad altissima concentrazione. È la continuità dell’esposizione quotidiana che permette ai “figli del Radon” di bombardare i tessuti polmonari, accumulando il danno biologico giorno dopo giorno, anno dopo anno.

Il Piano Nazionale d’Azione Radon (PNAR) 2023-2032.

L’impegno dello Stato nella lotta a questo gas invisibile è stato ulteriormente sancito il 21 febbraio 2024 con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Piano Nazionale d’Azione per il Radon (PNAR). Questo documento strategico definisce la rotta per il prossimo decennio, individuando modalità di intervento specifiche che coinvolgono il suolo, l’acqua e i materiali da costruzione. Il piano non si limita a dettare regole, ma introduce criteri precisi per la classificazione delle zone a rischio e, cosa fondamentale per il settore edilizio, stabilisce regole tecniche vincolanti per impedire l’ingresso del Radon nelle nuove costruzioni e negli interventi di ristrutturazione che coinvolgono l’attacco a terra. Il PNAR agisce come un coordinatore globale, integrando anche le norme regionali per garantire una protezione capillare su tutto il territorio nazionale.

Ambito di RiferimentoLivello di Riferimento
Abitazioni Esistenti 300 Bq/m³
Luoghi di Lavoro300 Bq/m³
Nuove Costruzioni (dal 01/01/2025)200 Bq/m³

I limiti di sicurezza della normativa italiana (D.Lgs. 101/2020)

La legge italiana stabilisce dei “livelli di riferimento” (espressi in Becquerel per metro cubo, Bq/m³) oltre i quali è obbligatorio intervenire per tutelare la salute.

Faq

Risposte rapide per decisioni sicure

Come riconoscere se in casa o al lavoro c'è il Radon?

Qui sta la vera insidia: il Radon non ha odore, non ha colore e non ha sapore. Non provoca sintomi immediati o segnali di avvertimento identificabili dai nostri sensi.

L’unico modo per sapere se sei al sicuro è eseguire una misurazione attraverso strumentazione apposita.

Non esistono scorciatoie o “fai da te” approssimativi. La misurazione deve essere affidata a esperti che utilizzano dosimetri passivi (per campagne annuali) o monitor attivi (per diagnosi rapide e precise), i quali vengono poi analizzati da laboratori accreditati.

Se la misurazione rivela valori superiori ai limiti di legge, non bisogna farsi prendere dal panico: il problema si può risolvere in modo definitivo. È necessario procedere a un intervento di Risanamento o Bonifica Radon. Esistono tecniche edilizie e impiantistiche in grado di mitigare le concentrazioni di Radon e restituire salubrità e sicurezza ai tuoi ambienti.

La fonte principale di Radon è il terreno su cui poggia l’edificio (la concentrazione di Radon può derivare anche da alcuni materiali da costruzione o dall’acqua dei pozzi).

Il Radon sfrutta la naturale porosità dei materiali e le imperfezioni strutturali per farsi strada all’interno. Entra principalmente attraverso Crepe e fessure nei pavimenti, Giunti di dilatazione non sigillati, passaggi impianti (scarichi, cavi elettrici, acqua, ecc), vespai non correttamente aerati verso esterno.

Un fenomeno variabile e dinamico

La concentrazione di Radon all’interno di un edificio non è mai costante tutto l’anno. Varia continuamente in base a fattori ambientali e meteorologici, come:

  • I periodi dell’anno: In inverno le concentrazioni sono solitamente più alte perché teniamo le finestre chiuse, inoltre il riscaldamento acceso crea un “effetto camino” che risucchia il gas dal suolo all’interno dei locali.
  • Differenza di temperatura e pressione: Quando l’interno della casa è più caldo rispetto all’esterno, si crea una differenza di pressione (depressione interna) che favorisce l’ingresso del Radon.
  • Condizioni atmosferiche: Il vento, la pioggia e le variazioni di pressione barometrica influenzano la velocità con cui il terreno rilascia il Radon.

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